sabato 6 luglio 2013

Le terre coloranti italiane all'Esposizione Universale di Parigi del 1867

monte Amiata
Monte Amiata
All'Esposizione Universale di Parigi del 1867  furono presentate delle terre coloranti provenienti dall'Italia (Curioni 1869).

Tra le varie terre esposte, una serie proveniente dalla provincia di Siena si presentava in numerose varianti con colori che andavano dal "rosso vivo" al "rosso pallido" al "color ambra" fino a diversi tipi di "giallo" (Curioni 1869, p.30).
Le collezioni più interessanti furono presentate da Carlo Zocchi di Siena e da Clemente Santi di Montalcino (Curioni 1869).
Clemente Santi, oltre alla raccolta di terre coloranti, presentava anche dei campioni di farina fossile rinvenuti nel monte Amiata: la sua esposizione meritò una "menzione onorevole" (Curioni 1869, p.30).
Clemente Santi, come ricorda Repetti (1843), era nipote di Giorgio Santi autore di un testo intitolato, non a caso, "Viaggio al Montamiata", Il monte da cui provenivano i campioni di farina fossile di Clemente Santi e forse anche le sue terre.
In "Viaggio al Montamiata", Santi (1795), riporta, infatti, delle indicazioni per reperire le terre coloranti. "In varj luoghi", scrive Santi (1795, pp.92-93):
"delle vicinanze di Castel del piano, ma specialmente in quel tratto chiamato le Mazzarelle al Ponente del Castello nello scendere verso il torrente Lente, se si scava il suolo, sotto la terra vegetabile s'incontra uno strato più o meno alto di una terra alquanto tenace, quando è fresca, e di un bel color giallo. Proseguendo lo scavo, trovasi sotto a questa una terra bolare anche più tenace di colore epatico brunissimo, finché ella è in zolle, o grumi, ma di color giallo bruno, quando si riduce in polvere. Chiamasi la prima Terra bolare gialla, l'ultima Terra d'ombra"
La collezione esposta da Clemente Santi potrebbe essere stata una collezione raccolta da Giorgio Santi, forse durante il suo viaggio al monte Amiata.
Se le terre della provincia di Siena, che Curioni (1869) ricorda anche per il loro successo commerciale, erano presenti all'Esposizione Universale in un'ampia gamma, la terra verde del monte Baldo, nota Curioni (1869), nonostante in catalogo fosse annunciata, non era stata esposta da nessuno.
L'interesse commerciale per le terre coloranti italiane, del resto, non sembrava, a detta di Curioni (1869, p.30), sufficientemente sviluppato, e concludendo il suo rapporto osservava:
"è da dolersi che nessuno si occupi ancora in Italia, a giudicare da queste esposizioni, di organizzare una grande manifattura di colori d'ogni genere, valendosi di ciò che la natura ci offre spontanea in terre coloranti".

Bibliografia

  • Curioni G. 1869, Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale del 1867, Volume Terzo, Stabilimento Gius. Pellas, Firenze.
  • Repetti E. 1843, Dizionario geografico fisico storico della Toscana contenente la descrizione di tutti i luoghi del Granducato, Ducato di Lucca, Granducato e Lunigiana, compilato da Emanuele Repetti socio ordinario dell' I. e R. Accademia dei Georgofili e di varie altre, Volume Quinto, Giovanni Mazzoni, Firenze.
  • Santi G. 1795, Viaggio al Montamiata di Giorgio Santi professore d'istoria naturale nell'Università di Pisa, Ranieri Prosperi Stamp. dell'Almo Stud., Pisa.
V.F. Marrese — Teatro Anatomico — 2013

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