sabato 27 luglio 2013

La creta viridis di Vitruvio Pollione

Smirne
Smirne
Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato De architectura (I sec. a.C.), nel libro VII, capo VII, intitolato "De nativis coloribus", parla di una materia colorante che definisce "creta viridis":
"Creta viridis item pluribus locis nascitur, sed optima Smyrnae: hanc autem Graecy ϑεοδότιον vocant, quod Theodotus nomine fuerat, cuius in fundo id genus create primum est inventum" (testo trascritto da Schneider 1807, p. 193).
"La Terra verde similmente nasce in più luoghi, l'ottima peraltro a Smirne; e questa i greci chiamano Θεοδότιον, Theodotion, perché Teodoto appellavasi il padrone del podere in cui per la prima volta si rinvenne cotesta specie di terra " (testo tradotto da Amati 1830, p. 213).


Galiani (1758, p. 287) al pari di Amati (1830, p. 213) traduce il termine "creta viridis" con il termine "terra verde", mentre Requeno (1787, p. 259) specifica che si tratta di "terra verde minerale" e Pasini (1814, p. 69) preferisce la traduzione "verde di montagna".
Riguardo all'aspetto minerale di questa terra, Amati (1830, p. 213) suppone che sia "mista di rame, o di vitriolo" visto che l'ossido di rame "può essere per avventura naturale".
Anche Plinio Secondo nel suo Naturalis historia (I sec. d.C.), nel libro XXV, paragrafo XXIX, sembra parlare di una terra analoga usata per creare un colore verde chiamato "Appianum" che viene venduto come se fosse "crisocolla":
"Sunt etianum novitii duo colores, et vilissimi. Viride quod Appianum vocatur, et quod chrysocollam mentitur, ceu parum multa sint mendacia ejus. Fit et ex creta viridi, aestimatum sestertiis in libras" (testo riportato in Domenichi 1844, pp. 1209-1210).

"Sonci ancora due colori nuovi di pochissima valuta; il verde, che si chiama Appiano, e contraffa la crisocolla gialla, quasi che poche sieno le falsità d'essa. Fassi anche di creta verde, e vale un sesterzo la libbra"  (testo tradotto da Domenichi 1844, pp. 1209-1210).
Brugnatelli e Brugnatelli (1815) suppongono che la crisocolla artificiale di Plinio fosse un'argilla impregnata di rame:
"Tutto induce a credere che la crisocolla nativa fosse un carbonato di rame, e l'artificiale un'argilla impregnata di solfato di rame resa verde da una tintura gialla" (Brugnatelli, Brugnatelli 1815, p.385).
Nella "Metallotheca vaticana" di Michele Mercati (1719), l'autore parla di una raccolta di terre che comprende tre campioni di "creta viridis":
"Creta viridis ex Smyrna.
Creta viridis, acris, lapidosa, ex Agro Veronensi.
Creta alia viridis, mollis" (Mercati 1719, p. 23).
Il primo campione, provenendo da Smirne, potrebbe essere la "creta viridis" di cui parla Vitruvio Pollione (I sec. a.C.).
Il secondo campione, secondo Brignoli di Brunnhoff (1919), potrebbe essere un campione di "terra verde di Verona" che l'autore preferisce definire "clorite":
"altro non può essere se non la Clorite, poichè non v'hanno altre terre o pietre di verde colore in tutto l'agro Veronese fuorché questa" (Brignoli di Brunnhoff 1919, p.10).
In effetti, secondo Eastaugh, Walsh, Chaplin e Siddal (2008, p.180) la "creta viridis" potrebbe essere una terra verde.
Frezzato (2003, p.273), invece, è convinto che si tratti di terra verde, e la paragona a quella che Cennino chiama "verdeterra".

Bibliografia

  • Amati C. 1830, a cura di, Dell'architettura di Marco Vitruvio Pollione, Libri dieci, pubblicati da Carlo Amati professore architetto membro di varie accademie e della commissione d'ornato pubblico di Milano. Tomo secondo, Giacomo Pirola, Milano.
  • Brignoli di Brunnhoff G. de 1819, Dissertazione intorno alla clorite o terra verde di Verona di Giovanni de' Brignoli di Brunnhoff professore di botanica ed agraria all'Università di Modena, G. Vincenzi e compagno, Modena.
  • Brugnatelli L. V. , Brugnatelli G., 1815, Giornale di fisica, chimica, storia naturale medicina ed arti de' signori L. V. Brugnatelli Prof. nella R. I. Università di Pavia, membro del R. Istituto ec.. e Gaspare Brugnatelli figlio, Dottore in Filosofia e Matematica, Tomo VIII, Con tavole in rame, Maspero e Buocher Successori de' Caleazzi, Milano.
  • Domenichi M. L. 1844, Della storia naturale di C. Plinio Secondo, Libri XXXVII, traduzione di M. Lodovico Domenichi emendata per la prima volta secondo il testo latino con l'aggiunta di un nuovo indice generale, volume secondo, Giuseppe Antonelli Ed., Venezia.
  • Eastaugh N., Walsh V., Chaplin T., Siddal R. 2008, Pigment Compendium. Optical Microscopy of Historical Pigments, Butterworth-Heinemann publications, Elsevier Linacre House, Oxford.
  • Frezzato F. 2003, a cura di, Cennino Cennini, Il libro dell'arte, Neri Pozza Editore, Vicenza (settima edizione 2012).
  • Galiani B. 1758, L'architettura di M. Vitruvio Pollione colla traduzione italiana e commento del marchese Berado Galiani accademico ercolanese, e architetto di merito dell'accademia di S. Luca, dedicata alla maestà di Carlo re delle due sicilie, di gerusalemme ecc. infante di Spagna, duca di Parma, Piacenza, Castro ecc. gran principe ereditario di Toscana ecc., Stamperia Simoniana, Napoli.
  • Mercati M. 1719, Michaelis Mercati samminiatensis metallotheca, Opus Posthumum, Auctoritate, & Munificentiâ Clementis undecimi, pontificis maximi, E' tenebris in lucem eductum; Opera autem & studio Joannis Mariæ Lancisii arhciatri pontificii illustratum Qui accessit appendix cum XIX. recens inventis iconibus, Mariam Salvioni Typographum Vaticanum, Roma.
  • Pasini J. 1814, Vocabolarium Latino — Italicum a Josepho Pasini, Jamdiu digestum in usum regii taurinensis achigymnasii cui insertæ sunt, elegantiores et difficiliores utrusque sermonis locutiones proverbia et dictiones ad scientias pertinentes, adjectis ad calcem operis, poetarum fabulis, atque urbium, oppidorum, marium etc. nominibus quæ in optimis latinis auctoribus passim occurrunt, editio prior, tomus alter, Joannem Parolari, Venezia.
  • Plinii Secundi I sec. d.C., Naturalis historia, in Domenichi 1844.
  • Rackham H. 1961, Pliny Natural History, with english translation in ten volumes, volume IX, Libri XXXIII–XXXV, Cambridge University Press, William Heinemann LTD, Cambridge, Massachusetts, London.
  • Requeni V. 1787, Saggi sul ristabilimento dell'antica arte de' greci e romani pittori del signor abate don Vincenzo Requeno accademico clementino. Tomo I, Seconda edizione corretta ed accresciuta notabilmente dall'autore, Stamperia Reale, Parma.
  • Vitruvio Pollione M. I sec. a.C., De architectura in Schneider 1807 e Amati 1830.
  • Schneider G. 1807, a cura di, Marci Vitruvii Pollionis, De Architectura Libri Decem. Ex fie librorum scriptorum recensuit, emendavit, suistque et virorum doctorum annotationibus illustravit, Io. Gottlob Schneider, Saxo. Tomus Primus., G. J. Göschen, Lipsia.
V.F. Marrese — Teatro Anatomico — 2013

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