mercoledì 14 agosto 2013

11 agosto 2013, viaggio alle crete senesi

La terra presso la strada di Leonina
La terra presso la strada di Leonina.
(Foto: V.F. Marrese per Teatro Anatomico 2013)
L'argilla è una delle principali fonti di terra colorante, in particolare quando contiene minerali ferrosi (cfr. Hradil, Grygar, Hradilova, Bezdicka 2003). Domenica 11 agosto 2013, nel pomeriggio, siamo stati a visitare la zona delle così dette "crete senesi".

La "creta" tipica del paesaggio delle crete senesi è una terra grigia argentea e in genere non viene impiegata come terra colorante.
Il primo tratto della zona delle crete senesi che abbiamo visitato è stato il tratto della strada statale 438 che collega Arbia ad Asciano.
Usciti da Arbia, dopo due tre chilometri, abbiamo deviato sulla sinistra prendendo la strada di Leonina.
Percorrendo la strada di Leonina abbiamo oltrepassato il Castello di Leonina e dopo circa un chilometro, ci siamo fermati a raccogliere un campione di terra. Il terreno si presentava secco e pieno di cretti, e la terra era grigia argentea.
Abbiamo proseguito per qualche chilometro lungo la strada e poi siamo tornati indietro e abbiamo ripreso la strada statale 438 e siamo arrivati nei pressi di Asciano.
Poco prima di entrare in paese, abbiamo svoltato sulla sinistra e abbiamo preso la strada provinciale 8 per Torre a castello.
Abbiamo percorso la strada fino a Monte Sante Marie e poi siamo tornati indietro.
Mentre tornavamo indietro, nei pressi di Monte Sante Marie abbiamo visto una parete di "creta" che ha attirato la nostra attenzione.
Il terreno era grigio tuttavia sembrava avere una colore leggermente giallastro. Abbiamo prelevato un campione di questa terra grigia giallastra e lo abbiamo confrontato con quello raccolto sulla  strada di Leonina. Effettivamente era diverso e aveva un colore più giallo.

La terra raccolta presso la strada di Leonina (a sinistra) e la terra raccolta presso Monte Sante Marie (a destra)
La terra raccolta presso la strada di Leonina (a sinistra) e la terra raccolta presso Monte Sante Marie (a destra).
(Foto: V.F. Marrese per Teatro Anatomico 2013)
L"Annuario corografico-amministrativo della provincia di Siena" (AA. VV. 1865, p. 440) riporta che:
"La creta (marna argillosa) (...) appare di colore in generale cenerognolo, qualche volta giallastro in modo da similare a prima vista uno strato di tufo".
Il campione che abbiamo prelevato non era giallastro ma, evidentemente, una via di mezzo tra quello che l'Annuario definisce "cenerognolo" e quello che definisce "giallastro".
Poco più avanti l'Annuario (AA. VV. 1865, p. 441) aggiunge che:
"non tutto il vasto tratto denominato crete senesi è esclusivamente ricoperto dalla creta, incontrandosi ora quà ora là degli strati di tufo (sabbie gialle) o di terreno argilloso sì, ma meno tenace e compatto della creta, sui quali si veggono vegetare oltre ai cereali, la vite, l'olivo il gelso e la querce: è per questo che chi percorre quelle località le vede or rallegrate dalla vigna, or coronati i poggi d'oliveti, or vestita la costa di bosco".
In studio abbiamo macinato e lavato il campione raccolto presso Monte Sante Marie fino ad ottenere un pigmento fine grigio giallastro.

Il pigmento grigio giallastro ricavato dalla terra colorante raccolta presso Monte Sante Marie
Il pigmento grigio giallastro ricavato dalla terra colorante raccolta presso Monte Sante Marie.
(Foto: V.F. Marrese per Teatro Anatomico 2013)

Bibliografia

  • AA. VV. 1865, Annuario corografico-amministrativo della provincia di Siena, Sordo-Muti, Siena.
  • Hradil D., Grygar T., Hradilova J., Bezdicka P. 2003, Clay and iron oxide pigments in the history of painting, Applied Clay Science 22, 2003, Elsevier, Philadephia, pp. 223–236.
V.F. Marrese — Teatro Anatomico — 2013

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