domenica 22 settembre 2013

Le terre coloranti toscane alla Pubblica Esposizione dei prodotti naturali e industriali della Toscana fatta in Firenze nei Rapporti generali delle esposizioni del 1839, 1841, 1844, 1847, 1850 e 1854

Toscana
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Con un motuproprio del 12 luglio 1839, il granduca Leopoldo II, che regnava in Toscana dal 1824 e ci sarebbe rimasto per trentacinque anni, fino al 1859, (Baldasseroni 1871,  pp. 55-560) ordinò che a partire dello stesso anno, venne fatta "a spese del Regio Erario" una "Esposizione di prodotti di Arti e Manifatture Toscane" da ripetersi ogni tre anni, sotto la supervisione della "Direzione della Classe di Arti e Manifatture dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze, con la superiore ispezione del Presidente" (AA. VV. 1839, p.XI). Nel corso degli anni furono stampati a Firenze diversi Rapporti generali delle Esposizioni, e a partire dal 1850 iniziarono ad essere citate anche le terre coloranti toscane.



Nel primo Rapporto, quello del 1839 viene citato come componente della commissione che avrebbe diretto l'Esposizione, Antonio Targioni-Tozzetti, dell'Accademia di Belle Arti di Firenze (AA. VV. 1839, p. XXI), di cui abbiamo già parlato nel nostro "Le Terre coloranti d'Italia di Lorenzo Marzocchi". Targioni-Tozzetti, nel 1830, assieme a Pietro Benvenuti, aveva certificato la qualità dei pigmenti ottenuti dalle terre coloranti di Lorenzo Marzocchi (AA. VV. 1830, p.170).
Tuttavia nel primo Rapporto (AA. VV. 1839) non abbiamo trovato traccia di notizie riguardanti terre coloranti.
È anche vero, però, che nella parte dedicata alle manifatture chimiche (AA. VV. 1839, pp. 27-32), si parla dell'ossido di manganese messo in commercio da Gaetano Lami:
"Profittando il Sig. Avv. Gaetano Lami di Castelnuovo della Misericordia presso Livorno di alcune naturali esalazioni di acido carbonico, ha fabbricato molto economicamente servendosi del detto acido, come già si era praticato e si pratica ai bagni di Vignoni, del bi-carbonato di potassa in bei cristalli, per uso delle farmacie, che abbiamo apprezzati all'esposizione. Inoltre ha saputo trar partito di altro genere naturale fin ora trascurato, dell'ossido cioè di manganese, che trovasi nei terreni di detto luogo, il quale depurato sufficientemente con opportuni mezzi, e polverizzato finemente, offre un vantaggio notabile alle vetrerie ed alle fabbriche di cloruro, da formare un sufficiente ramo di attivo commercio, perché trovato dai consumatori di ottima qualità e ben preparato" (AA. VV. 1839, p. 29).
Il Rapporto dice, appunto, che Lami commerciava l'ossido di manganese con le "vetrerie" e le "fabbriche di cloruro" (AA. VV. 1839, p. 29).
Per quanto riguarda le "vetrerie", nel "Dizionario delle denominazioni e dei sinonimi della chimica e delle scienze arti e industrie attinenti alla medesima", di Adolfo Casali, pubblicato nel 1872 a Bologna, si riporta che con il termine "manganese", nel mondo commerciale, si intende:
"(...) il biossido di manganese, che s'impiega principalmente nelle vetrerie (V. Sapone dei vetrai), e per la produzione dell'ossigene" (Casali 1872, p. 251).
Più avanti, alla voce "sapone", nel sotto-paragrafo "Sapone de' vetrai", Casali riporta che il biossido di manganese veniva chiamato, appunto, "sapone dei vetrai", perché
"agisce come ossidante, e gittato sulla massa del vetro fuso, converte il protossido di ferro in sesquiossido, con che il vetro si decolora" (Casali 1872, p. 419).
Da notare che il termine "ossido di manganese" viene usato nella letteratura come sinonimo di "biossido di manganese". Per esemempio Giovanna Bubbico e Joan Crous nel loro "Ceramica. Manuale completo", scrivono:
"Molti ceramisti preferiscono prepararsi i propri colori, al fine di arricchire e dominare la gamma cromatica (...) L'uso degli ossidi è alla base della preparazione di gran parte dei coloranti e degli smalti (...) ossido di manganese (MnO2), in proporzioni fino al 2% dà marroni violacei, oltre dà nero metallizzato iridiscente; se ha base altamente alcalina dà colorazione violetta" (Bubbico, Crous 2004, p.23).
Il biossido di manganese, secondo Turco (1990, p. 1555) è il "decolarante classico e più antico" del "vetro greggio" (Turco 1990, p. 1551) che può essere "leggermente verdognolo per impurità ferrosa delle materie prime" (Turco 1990, p. 1555). Tuttavia, lo stesso autore indica che il biossido di manganese, che in natura si trova come pirolusite, può essere utilizzato anche come colorante del vetro per ottenere tinte violette e per migliorare le tinte azzurre (Turco 1990, p. 1551).
Per quanto riguarda le "fabbriche di cloruro", e quindi il cloro, basti pensare che questo elemento fu scoperto da Carl Whilhelm Scheele facendo "agire l'acido muriatico sul manganese in polvere" (Andral et alii 1837, p. 383).
L'ossido di manganese, come abbiamo visto per la ceramica e per il vetro, è una materia colorante, non a caso presente nella così detta terra d'ombra (Eastaugh, Walsh, Chaplin, Siddal 2008, p. 383), conosciuta anche come Bolo Nero (AA. VVV. 1790, p. 148). Tuttavia pare che l'utilizzo dell'ossido di manganese come terra colorante non rientrasse negli interessi commerciali di Lami.
Anche nel secondo Rapporto (1841) non si parla di terre coloranti, e anche in questo rapporto fra i componenti della commissione si cita Targioni-Torzetti (AA. VV. 1841, p. XV).
Idem per il terzo Rapporto (1844), dove Targioni-Torzetti continua ad essere citato (AA. VV. 1844, p. XV).
Idem per il quarto Rapporto (1847); Targioni-Torzetti continua ad essere citato (AA. VV. 1847, p. XVII).
Finalmente nel quinto Rapporto (1851), si inizia a parlare delle terre coloranti. Il riferimento si trova nella "Sezione prima", denominata "Rapporto sui prodotti del regno inorganico", con un paragrafo intitolato "Terre colorate" (AA. VV. 1851, pp. 27-28).
Infine anche nel sesto Rapporto (1854), si parla delle terre coloranti, sotto il paragrafo intitolato "Catalogo di altre sostanze state esposte, intorno alle quali non si hanno ragguagli sufficienti a farne l'illustrazione" (AA. VV. 1854, p.34), ma se ne accenna anche nella "Notizia storica" (AA. VV. 1854, p.161) e nella "Sezione prima", anche qui denominata "Rapporto sui prodotti del regno inorganico" (AA. VV. 1854, p.10).

Bibliografia

 

AA. VV. 1790, Gazzetta Toscana, N. 37, Anton Giuseppe Pagani Stampatore, e Librajo dalle Scalere di Badìa, Firenze

AA. VV. 1830, Antologia. Giornale di scienze, lettere e arti, n. 115. Luglio 1830. Pubblicato il dì 31 Agosto. anno X. Vol XXXIX., Gabinetto scientifico e letterario di G. P. Vieusseux, Firenze.

AA. VV. 1839, Rapporto della Pubblica Esposizione ei prodotti di arti e manifatture toscane prescritta col sovrano motuproprio de' 12 luglio 1839 ed eseguita in Firenze nel mese di Settembre di detto anno redatto da una Deputazione eletta dalla Commissione incaricata dall'esame delle Manifatture e dell'aggiudicazione dei Premj, Nella Stamperia Piatti, Firenze.

AA. VV. 1841, Rapporto della pubblica esposizione dei prodotti di arti e manifatture toscane eseguita in Firenze nel Settembre 1841 redatto da una Deputazione eletta dalla Commissione incaricata dall'esame delle Manifatture e dell'aggiudicazione de' Premj, Nella Stamperia Piatti, Firenze.

AA. VV. 1844, Rapporto  della pubblica esposizione dei prodotti di arti e manifatture toscane eseguita in Firenze nel Settembre 1844 redatto da una Deputazione elletta dalla Commissione incaricata dall'esame delle Manifatture e dell'aggiudicazione de' Premj, Nella Stamperia Piati, Firenze.

AA. VV. 1847, Rapporto della Pubblica Esposizione dei prodotti di arti e manifatture toscane eseguita in Firenze nel settembre 1847, redatto da una Deputazione eletta della Commissione incaricata dall'esame delle Manifatture e dell'aggiudicazione de' Premj, Nella tipografia Petracchi Successore di G. Piatti, Firenze.

AA. VV. 1851, Rapporto generale della Pubblica Esposizione dei prodotti naturali e industriali della Toscana fatta in Firenze nel novembre MDCCCL, Nell'I. e R. Palazzo della Crocetta, Tipografia della casa di correzione, Firenze.

AA. VV. 1854, Rapporto della Pubblica Esposizione dei prodotti naturali e industriali della Toscana fatta in Firenze nell'I. E. R. istituto tecnico toscano nel MDCCCLIV, Tipografia Barbèra Bianchi e Comp., A spese dell'I. e R. Governo, Firenze.

Andral G. et alii 1837, Dizionario di medicina, Chirugia e farmacie pratiche di Andral, Bégin, Blandin, Bouillaud, Bouvier, Cruveilhier, Cullerier, Devergie (Alf.), Dugès, Dupuytren, Foville, Guibourt, Jolly, Lallemand, Londe, Macendie, Ratier, Rayer, Roche, Sanson, prima traduzione italiana, vol. II, Girolamo Tasso edit. tip. calc. litog. lib. e fonditore, Venezia.

Baldasseroni G. 1871, Leopoldo II Granduca di Toscana e i suoi tempi, Memorie del cavaliere Giovanni Baldasseroni già presidente del consiglio dei ministri, Tipografia all'insegna di S. Antonio piazzola di Cestello N° 1, Firenze.

Casali A. 1872, Dizionario delle denominazioni e dei sinonimi della chimica e delle scienze arti e industri attinenti alla medesima, compilato dal prof. Adolfo Casali, Nicola Zanichelli successore alli Marsigli e Rocchi, Bologna.

Bubbico, Crous 2004, Ceramica. Manuale completo, Giunti, Firenze-Milano.

Eastaugh N., Walsh V., Chaplin T., Siddal R. 2008, Pigment Compendium. Optical Microscopy of Historical Pigments, Butterworth-Heinemann publications, Elsevier Linacre House, Oxford.

Turco A., 1990, Nuovissimo ricettario chimico, moderna raccolta di formule, ricette e procedimenti pratici per la fabbricazione di prodotti industriali e commerciali e per lo studio e lo sviluppo di specialità chimiche e prodotti nuovi, Volume 1, terza edizione, Hoepli, Milano.
V.F. Marrese — Teatro Anatomico — 2013

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